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EVEREST (m. 8848):
Chomolungma, in tibetano, Sagarmatha per i nepalesi, la Dea Madre della Terra. Era il Peak XV che i topografi inglesi scoprirono con emozione, nel 1856, come il Tetto del Mondo e dedicarono a Sir George Everest. L'ascensione venne tentata a più riprese fin dagli anni Venti da alpinisti inglesi partendo dal versante Nord, in Tibet. Più in alto di tutti, prima di scomparire sulla cresta terminale e nel mito della montagna, arrivarono nel 1924 George Mallory e Andrew Irvine. Nel 1952, gli svizzeri individuarono una nuova via praticabile dal versante nepalese del Khumbu, ma Raymond Lambert e lo sherpa Tenzing Norgay dovettero fermarsi sotto l'anticima Sud per il maltempo. L'anno dopo ci riprovarono gli inglesi, diretti da John Hunt. Un neozelandese, Edmund Hillary, e lo stesso Tenzing Norgay, entrarono nella storia il 29 maggio 1953.
Tratto dal libro "Quattro mesi in cima al mondo: dall'Himalaya al Karakorum, il diario della spedizione che ha riportato l'Italia in vetta al K2 cinquant'anni dopo" di Massimo Cappon e Agostino Da Polenza - Rizzoli, 2004
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